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Festival “Gli stati della Mente”: mostra fotografica “Non siamo soli” e dialogo con l’autore presso il Centro Medico Rindola

Il festival “Gli stati della Mente”, alla sua seconda edizione, ha scelto l’Arte quale strumento per aprire il dibattito sulla salute mentale, secondo un approccio interdisciplinare, e favorire una riflessione sempre più ampia attorno al tema.

Da quest’anno anche Rindola diventa partner del festival di Vicenza.

La collaborazione inizia lo scorso anno, nell’ambito dell’evento promosso da Rindola QUANDO LA MENTE.

Un incontro quasi casuale tra professioniste. Petra Cason Olivares, anima del festival, Elisa Paiusco, Direttore Fondazione Vignato e Arianna Ferrari, Presidente Associazione Rindola, si ritrovano a dialogare sull’ unicità di ogni individuo e sulla potenza dell’arte come canale di espressione e di comunicazione in grado di superare barriere sociali e mentali veicolando la voce dell’interiorità.

Rindola quest’anno contribuisce al Festival organizzando una mostra fotografica e un dialogo con l’autore dal titolo “Non siamo soli”. 

Ilaria Iacoviello, è una designer di 30 anni, e dopo una forte depressione e la laurea ha scoperto di essere bipolare. Vivendo la sua condizione, e confrontandosi con gli altri, ha deciso di dar vita al progetto Non Siamo Soli, che si pone come obiettivo quello di creare un ponte fra chi soffre di disturbi mentali e gli “altri”.

Il progetto intende promuove una cultura della comunicazione oltre i pregiudizi: le persone che soffrono di disturbi psichici sono invitate ad uscire dal proprio guscio e gli “altri” sono incoraggiati ad accogliere la sofferenza, ma anche la normalità di chi presenta un disturbo psichico.

E qual è il modo migliore per aiutare l’altro?

A volte la persona ha solo bisogno di essere ascoltata, di avere qualcuno che raccolga la sua sofferenza. Chi ascolta deve semplicemente essere lì, imparare a tollerare la sofferenza, non forzare a parlare o ad avere necessariamente un atteggiamento positivo, ma nello stesso tempo saper dare l’input che serve per reagire.

Con la Dottoressa Federica Cozzi, Psicoterapeuta del Centro Rindola, si aprirà un dibattito sull’importanza di una “giusta collocazione” del disturbo psichico all’interno della propria narrazione di sé, affinché la malattia non diventi identitaria della persona, ma risorsa attraverso una veicolazione funzionale dello stato emotivo, ideativo e comportamentale vissuto.

Durante l’evento verrà inaugurata la mostra “Non siamo soli”, che sarà visitabile fino al 8 giugno.