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2019-11-08

Prendersi cura di sé per essere un buon caregiver: come mantenere ed alimentare le competenze fondamentali.

Prendersi cura di sé per essere un buon caregiver: come mantenere ed alimentare le competenze fondamentali.

Vi siete mai chiesti quali sono le qualità indispensabili di chi si prende cura di una persona affetta da demenza? Ve lo dico io: Consapevolezza di sè, capacità di gestire situazioni nuove ed equilibrio emotivo.

E queste abilità non devono essere sviluppate all’interno della relazione di cura, appartengono già alla persona che si trova nella condizione di assistere. Sono competenze che abbiamo già maturato nel corso della nostra vita e che utilizziamo quotidianamente per affrontare le grandi e piccole sfide quotidiane.

Tuttavia, la difficoltà a comprendere il funzionamento cognitivo e comportamentale di una persona che pensavamo di conoscere molto bene ci fagocita in un insieme di pensieri sulla nostra paura e/o incapacità di svolgere il ruolo di assistenza, pensando di dover acquisire delle competenze straordinarie, quasi da supereroe. Perché accade questo? Perché pensiamo di dover cancellare tutto ciò che siamo stati e incarnarci in un unico ruolo, quello di chi assiste, gestisce, si occupa e preoccupa per la sopravvivenza del proprio congiunto.

È importante invece che ricordiate che le competenze per stare vicino ad una persona affetta da Alzheimer le avete già: consapevolezza di sè, capacità di gestire situazioni nuove ed equilibrio emotivo. Avete bisogno solo di questo, ma se pensate di dover cercare competenze nuove stando 24ore su 24 accanto al malato le perderete inevitabilmente.

Ecco quindi come mantenere vive e alimentare queste competenze per essere un caregiver efficiente ed efficace:

CONSAPEVOLEZZA DI SE’: non perdete di vista ciò che vi ha sempre fatto star bene, non procrastinate in attesa del momento giusto, potrebbe non arrivare mai, allora siate creativi nel trovare strade nuove per poter fare ciò che facevate

CAPACITA’ DI GESTIRE SITUAZIONI NUOVE: non tutti i giorni la gestione del malato è il problema principale, quello più urgente, quello più pesante. La vita di qualsiasi persona è costellata da impegni, doveri e piaceri; fate delle liste di priorità flessibili, vedrete che non sempre assistere la persona è in cima alla lista.

EQUILIBRIO EMOTIVO: imparate a riconoscere ed accettare la presenza di emozioni negative quali il senso di impotenza, la paura, la rabbia, invece di evitarle lamentandovi della situazione, facendo battaglie contro la mancanza di servizi o rifiutando qualsiasi aiuto. Voi siete ben altro che piagnucoloni, combattenti o ostili. Siete persone che soffrono per una situazione, ma siete anche persone che amano, che ridono, che giocano, che sperano, che sognano.

Affidare il proprio caro ad un servizio specifico per lo stadio di malattia in cui si trova è il primo passo per trovare il tempo da dedicare alla coltivazione di questi aspetti.

Solo se vi concedete di essere ANCHE altro di “UN Caregiver”, ritagliandovi spazi che vi fanno stare bene, potrete essere “il caregiver che volete essere” e che il vostro caro merita.

Per un valido supporto psicologico e per conoscere i nostri Centri Diurni per le persone in fase lieve di malattia contattaci allo 0444.023924
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