Insonnia e disturbi del sonno

Dormire bene è fondamentale per il buon funzionamento del nostro corpo e della nostra mente. Il sonno infatti svolge tante importanti funzioni nell'ambito della conservazione delle nostre funzioni cognitive, della nostra competenza immunologica, nella protezione cardiovascolare e nella riparazione dei tessuti.

Si calcola che circa il 25% della popolazione sopra i 40 anni abbia una qualità del sonno inadeguata.

 

Dormire male non è solo un problema confinato alle ore notturne, ma ha un importante ruolo nel compromettere la qualità di vita diurna ed il funzionamento psico-fisico globale dell'individuo.

Cosa è e come si manifesta l’insonnia?

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM – V) descrive l’insonnia come un disturbo del sonno che comporta una predominante insoddisfazione riguardo la quantità o la qualità del sonno, associata a uno ad uno o più dei seguenti sintomi:
  • difficoltà ad iniziare il sonno;
  • difficoltà a mantenere il sonno, con frequenti risvegli o problemi a riaddormentarsi dopo essersi svegliati;
  • risveglio precoce al mattino con incapacità di riaddormentarsi.

L’alterazione del sonno causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo, scolastico, universitario, comportamentale o in altre aree importanti.

Quali sono le cause dell’insonnia?

Nel ricercare e valutare le possibili cause dell’insonnia è fondamentale tenere in considerazione la natura multifattoriale del disturbo dunque la propensione individuale al sonno, la presenza di malattie organiche, i fattori psicologici, i fattori ambientali e comportamentali. Caratteristiche individuali del sonno: è necessario analizzare la propria “storia” del sonno per comprendere qual è il nostro ciclo sonno-veglia medio.

insonnia

 

 

  • Malattie organiche: è necessario appurare se siamo in presenza di patologie organiche che includono tra i loro sintomi alterazioni del sonno o stiamo assumendo terapie farmacologiche per la loro cura il cui effetto collaterale può essere l’insonnia;
  • Fattori psicologici: è necessario tener presente che a volte l’insonnia è uno dei sintomi di un disturbo psichico più complesso come un disturbo d’ansia o una depressione;
  • Fattori ambientali e comportamentali: è necessario analizzare la condizione di vita attuale che stiamo vivendo (se presenta o meno degli stressor) e la presenza di comportamenti che non facilitano un buon sonno come l’assunzione di farmaci, l’uso-abuso di sostanze, l’utilizzo di schermi prima dell’addormentamento.

 

 

La correlazione fra stress e sonno

L’esposizione prolungata ad un evento stressante può causare un’alterazione della produzione dell’ormone dello stress: il cortisolo.

Questo ormone viene naturalmente prodotto a livello di surrene seguendo una secrezione ciclica detta circadiana per cui avremo il picco nelle prime ore del mattino e il punto più basso nelle prime fasi di sonno notturno. Lo stress induce un’alterazione di questo sistema per consentire un adattamento alle percepite modificazioni ambientali. Se infatti continuiamo a percepire la situazione che stiamo vivendo come richiedente una nostra costante allerta ed attivazione, il meccanismo di autoregolazione della produzione di cortisolo viene meno inducendo una situazione di permanente ipercortisolemia. Un eccessivo livello di cortisolo produce effetti negativi a livello dei sistemi immunitario, cardiovascolare, endocrino e nervoso centrale.

Lo stress cronico produce anche frequenti alterazioni nei meccanismi dell’addormentamento e nel mantenimento del sonno. La riduzione delle ore di sonno che ne consegue ha un effetto significativo sul sistema nervoso centrale amplificando il rischio di sviluppare disturbi psichici come ansia e depressione e sintomatologie cognitive come difficoltà di concentrazione e disturbi della Working Memory.

Come si cura l’insonnia da stress.

Una volta fatta una valutazione attenta del disturbo del sonno presentato e appurato che si tratta di insonnia da stress, il trattamento elettivo è di tipo psicologico.

La condizione di stress può essere infatti definita come “la modalità non adattiva di risposta ad uno stressor  ovvero una situazione esistenziale complessa”. Quindi ciò che ci stressa non è la situazione in sé, ma i pensieri su noi stessi, le nostre capacità, il nostro futuro o il nostro passato che quella situazione attiva in noi. Il primo intervento psicologico è quindi rivolto ad un ascolto attento e distaccato di questi pensieri ed emozioni che avvolgono la situazione difficile che stiamo vivendo, per poi essere condotti dal terapeuta verso una gestione più funzionale della situazione. Il secondo intervento sarà quello di individuare delle modalità di igiene del sonno e di rilassamento più adatte alla personalità del paziente.


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