
Servizio Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva
Nel mondo della salute e dello sviluppo infantile, la parola neuropsicomotricità sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Ma cosa significa esattamente? E perché tanti genitori, educatori e specialisti la considerano fondamentale nel percorso di crescita dei più piccoli?
All’interno Centro Medico Rindola di Vicenza è presente la Specialità di Neuropsicomotricità dell’età evolutiva.
L’intento è quello di offrire una vasta gamma di servizi e un percorso progettato su misura alle esigenze del bambino per poterlo prendere in carico in maniera globale ed accompagnarlo nelle suoi bisogni evolutivi con competenza e una visione a 360°.
Un approccio globale allo sviluppo
La neuropsicomotricità è una disciplina che si occupa dello sviluppo armonico del bambino, integrando tre aree fondamentali:
- neuro → il sistema nervoso e le sue funzioni
- psico → le emozioni, la sfera affettiva e relazionale
- motricità → il movimento e le abilità motorie
In altre parole, guarda al bambino come a un tutto integrato, dove corpo, mente ed emozioni interagiscono costantemente.
Il ruolo del Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE)
Il terapista interviene attraverso:
- il gioco come strumento privilegiato di relazione e apprendimento
- attività che stimolano la coordinazione motoria
- esercizi per migliorare la percezione del corpo e dello spazio
- tecniche per supportare l’attenzione, la comunicazione e le abilità sociali
Quando può essere utile un percorso di neuropsicomotricità?
Il servizio di neuropsicomotricità è rivolto ai diversi disturbi neuroevolutivi infantili e alle difficoltà nelle varie aree dello sviluppo, fra cui:
- ritardi psicomotori,
- disturbi della coordinazione motoria,
- disturbi dello spettro autistico.
- disprassia,
- disturbi del linguaggio,
- ritardo mentale,
- disturbi del comportamento e dell’autoregolazione,
- minorazioni sensoriali (sordità, mutismo, disturbi visivi);
- disturbi dell’attenzione e iperattività;
- disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia);
- sindromi genetiche,
- disturbi precoci di comunicazione, relazione e organizzazione della personalità
L’intervento neuro psicomotorio copre una fascia di età molto estesa che va dalla prima infanzia all’adolescenza, ma esprime la sua massima efficacia nell’età precoce 0 – 3 anni e nell’età pediatrica 4 – 7 anni.
Tuttavia, la neuropsicomotricità non è solo “terapia”: può anche essere un potente strumento di prevenzione e promozione del benessere, aiutando tutti i bambini a esprimere al meglio il proprio potenziale.
Il valore del movimento nello sviluppo cognitivo
Le più recenti ricerche scientifiche confermano un concetto chiave: il movimento è alla base del pensiero. Ogni nuova abilità motoria conquistata dal bambino apre la strada a nuove competenze cognitive ed emotive.
Ad esempio:
- il gattonare aiuta l’organizzazione spaziale e la lateralizzazione
- la coordinazione occhio-mano favorisce l’apprendimento della scrittura
- l’equilibrio stimola la capacità di concentrazione
In questo senso, la neuropsicomotricità si propone di accompagnare lo sviluppo in modo armonioso, rispettando i tempi e le caratteristiche individuali di ciascun bambino.
Un lavoro in rete
Il terapista lavora spesso in stretta collaborazione con:
- pediatri
- neuropsichiatri infantili
- psicologi
- logopedisti
- insegnanti e educatori
- la famiglia, che resta il primo e più importante alleato nel percorso di crescita
Investire nella neuropsicomotricità significa prendersi cura non solo del corpo, ma dell’intero sviluppo del bambino.
Significa aiutarlo a muoversi meglio per pensare meglio, a sentirsi più sicuro nel proprio corpo e a relazionarsi con serenità e competenza con il mondo che lo circonda.
Perché ogni gesto, ogni movimento, ogni gioco condiviso è un piccolo passo verso il diventare grandi.
La valutazione iniziale: osservazione, test e progettazione individualizzata
Il percorso neuropsicomotorio comprende una fase iniziale di valutazione in cui si andranno ad individuare punti di forza e debolezza del bambino e necessaria per pianificare il successivo intervento; la valutazione consiste nell’osservare il comportamento spontaneo del bambino all’interno di attività di gioco per valutare le competenze e le abilità presenti nelle diverse aree dello sviluppo come motricità, cognizione, comunicazione, relazione e comportamento. La valutazione può essere completata utilizzando strumenti e test standardizzati caratteristici della professione. La fase iniziale della valutazione permette inoltre di individuare gli obiettivi, le strategie e le modalità dell’intervento neuropsicomotorio, progettato in modo individualizzato e specifico per le esigenze di ogni bambino.
Qualora nel corso della valutazione emerga la necessità di eseguire ulteriore approfondimenti da parte dei diversi specialisti (Neuropsichiatra Infantile, Psicologo, Logopedista, Ortottista), il terapista ne informa la famiglia e facilita l’invio interno, grazie alla rete specialistica del centro.
L’approccio terapeutico: integrare, non correggere
La caratteristica dell’intervento è rappresentata da un lavoro rivolto non tanto al deficit, ma all’integrazione delle competenze emergenti, incluse quelle atipiche e di compensazione. Il percorso d’intervento neuropsicomotorio si propone di raggiungere i vari obbiettivi terapeutici a breve e lungo termine attraverso il gioco, che è l’ambiente primario di apprendimento del bambino.
L’intervento terapeutico del Terapista della Neuropsicomotricità (TNPEE) è indirizzato alle funzioni emergenti che si formano e trasformano nel corso dello sviluppo, ostacolato o rallentato dalla presenza di un disturbo neuromotorio, comunicativo-affettivo e neuropsicologico, all’interno di quadri clinici complessi ed eterogenei.
Il Terapista della Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) non si concentra solo sul deficit, ma promuove le competenze emergenti del bambino, anche quelle atipiche, lavorando sulle risorse personali per favorire lo sviluppo globale.
L’intervento è particolarmente efficace in età precoce (0-3 anni) e in età prescolare (4-7 anni), quando il cervello è più plastico e ricettivo. Il gioco è lo strumento centrale della terapia: attraverso attività ludiche, il bambino esplora, sperimenta, si relaziona e impara.
La durata del percorso varia in base agli obiettivi, ma viene sempre monitorato e condiviso con la famiglia, che ha un ruolo attivo nel processo terapeutico.
Perché scegliere il Centro Medico Rindola a Vicenza
Il Centro Medico Rindola di Vicenza offre un ambiente professionale, accogliente e multidisciplinare. Il lavoro in equipe tra neuropsicomotricisti, logopedisti, psicologi e neuropsichiatri consente una presa in carico integrata e completa. Inoltre, i tempi d’attesa sono brevi e l’organizzazione interna permette una comunicazione continua con la famiglia.
Il nostro approccio è basato sull’ascolto, sul rispetto del ritmo del bambino e su strategie mirate allo sviluppo armonico delle sue potenzialità.

