Disturbo post-traumatico da stress

Quali sono i principali sintomi del Disturbo Post Traumatico da Stress, un malessere psicologico di cui si sente spesso parlare in conseguenza ad eventi catastrofici che colpiscono un’ampia popolazione come terremoti, “incidenti collettivi” tipo il crollo del Ponte Morandi e ovviamente ora la Pandemia da Coronavirus.

Avere sempre impressa nella mente quell’immagine, sentire che qualcosa dentro di sé si è spento per sempre, essere sempre allerta, avere continui incubi e soffrire di insonnia, vivere improvvisi attacchi di rabbia, ansia e forte tachicardia …

Nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) il Disturbo da Stress Post-Traumatico (DSPT) rientra nella categoria dei Disturbi Correlati ad Eventi Traumatici e Stressanti.

Il disagio che emerge in seguito all’esposizione a un evento traumatico o stressante è variabile, a volte si manifesta attraverso ansia e paura, altre volte con anedonia, disforia o rabbia. Per questo motivo il quadro clinico del Disturbo da Stress Post-Traumatico può essere molto vario.

Criterio necessario per poter parlare di questo disturbo è l’aver fatto esperienza diretta di un evento traumatico, aver assistito direttamente ad un evento traumatico accaduto ad altre persone oppure venire a conoscenza di un evento traumatico accaduto ad una persona cara.

Solitamente quando si parla di DSPT si pensa ai reduci di guerra, ma gli eventi traumatici possono essere di diverso tipo, come ad esempio aggressioni fisiche, disastri naturali, gravi incidenti automobilistici, gravi malattie.

Si parla di Disturbo da Stress Post-Traumatico quando, in seguito all’evento traumatico, insorgono dei sintomi intrusivi correlati ad esso, come ad esempio pensieri, ricordi o sogni che possono portare ad una diminuzione della consapevolezza dell’ambiente circostante. La persona può, inoltre, mettere in atto comportamenti di evitamento di stimoli associati all’evento traumatico, legati ad esempio a persone, luoghi, oggetti.

Spesso accade che la persona si trovi a vivere ripetutamente e involontariamente l’esperienza traumatizzante, provando ansia, paura e/o rabbia. Altre volte sono predominanti sintomi quali la perdita di interesse (anedonia) e/o depressione. Frequente è anche il senso di colpa legato all’evento traumatico (ad essere sopravvissuti, a non aver reagito in modo diverso). Qualunque siano i sintomi riportati dalla persona, la sensazione è quasi sempre quella di non poter tornare alla vita di prima, di non vedere un futuro, di non poter fare progetti, bloccando così la propria esistenza.

Nonostante, nella maggior parte dei casi, il disagio che insorge in seguito all’evento traumatico si risolva senza nessun intervento, implicando una remissione spontanea del quadro clinico, può capitare che la manifestazione sintomatologica cronicizzi portando ad un significativo impatto sulla qualità di vita della persone e aumentando il rischio di sviluppare altri disturbi che sono spesso associati al DSPT (Abuso di Sostanze, Disturbi Dissociativi, Disturbi Alimentari).

Per questo motivo è importante ricorrere ad interventi specifici per questo disturbo: un percorso psicoterapeutico e, quando necessario, un trattamento farmacologico.

A causa della variabilità del quadro clinico, tipico di questo disturbo, il primo colloquio è importante per comprendere il disagio della persona e come questo sia inserito all’interno della sua esistenza.

Solo in questo modo sarà possibile intervenire in modo efficace.

Il percorso psicoterapeutico permetterà alla persona, ad esempio, di gestire le emozioni negative, quali l’ansia, la rabbia, il senso di colpa, deflessione del tono dell’umore, diminuire gradualmente il rimuginio legato all’evento traumatico e abbandonare quei comportamenti di evitamento che limitano la vita e la progettualità della persona.

 

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Dott.ssa Anna Filippi

Laureata a pieni voti in Psicologia, indirizzo di Neuroscienze Cognitive presso l’università...

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