Disturbi d'ansia e panico

All’improvviso palpitazioni, sudorazione, tremori, senso di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini fino allo svenimento, … quando mi sono ripreso sono corso al pronto soccorso, sicuro di aver avuto un infarto o un ictus…fatto tutti gli accertamenti, finalmente il responso: “lei sta bene, è stato un attacco di panico”.

No, non sto bene, forse sto ancora peggio. Cosa mi è successo?

Durante gli attacchi di panico il nostro corpo emette una risposta di paura, con tutti i suoi correlati neurofisiologici, in una situazione giudicata neutra, di routine se non addirittura di relax e benessere. Questa incongruità genera elevata insicurezza e timore di perdere il controllo con impatto negativo su diversi ambiti della vita della persona (socialità, lavoro, affetti).
È fondamentale quindi che la terapia riesca ad estinguere velocemente gli episodi di panico affinché la persona possa riappropriarsi della sua vita.

La nostra terapeuta, esperta in disturbi d’ansia, applica un protocollo terapeutico che si è rilevato estremamente efficace nell’estinzione in poche sedute degli attacchi di panico.

Una volta che i sintomi sono stati eliminati la persona può decidere, assieme al terapeuta, di proseguire in un percorso di cambiamento più profondo, legato al proprio specifico modo di leggere la realtà, per prevenire lo sviluppo futuro di altre forme d’ansia.

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 Che cos’è davvero l’ansia?

Ormai il termine ansia è entrato nel gergo comune ed è utilizzato molto frequentemente anche in modo errato. Spesso, infatti, si fatica a distinguere una semplice agitazione con una crisi d’ansia.

Quando si parla di ansia si fa riferimento a sintomi psicologici, come ad esempio la paura che succeda qualcosa di molto brutto e di perdere il controllo, ma anche a sintomi corporei, come palpitazioni, sudorazione e tachicardia.

Il termine Ansia, deriva da anxia, che a sua volta deriva dal verbo latino ango, quindi “stringere”, “soffocare”. Espressioni che comunicano molto bene ciò che provano gli individui che soffrono d’ansia e spesso la descrivono come un senso di costrizione.

L’ansia è uno stato caratterizzato da paura e preoccupazione, apparentemente non causati da uno stimolo specifico. Si differenzia però dalla paura poiché quest’ultima è una reazione funzionale messa in atto per evitare o affrontare un pericolo immediato. Mentre l’oggetto dell’ansia è un pericolo percepito, quindi futuro. Così come la paura, anche l’ansia può essere adattiva in alcune situazioni e ci permette di essere più performanti.


Quando l’ansia diventa patologica?

In questo caso parliamo di Disturbi d’Ansia, cioè quando si manifesta in modo eccessivo o persistente tanto da causare disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti (DSM-5, American Psychiatric Association, 2013).

Secondo l’approccio cognitivo neuropsicologico, centrale nei disturbi d’ansia è il rapporto con il proprio corpo. La caratteristica personologica di questi disturbi è la tendenza a una costante focalizzazione sul corpo e sulle proprie visceralità. In questo modo avviene una rottura tra due processi che normalmente vanno di pari passo: il provare un sentimento e avvertire un insieme di cambiamenti dello stato dell’organismo. L’iperfocalizzazione alle variabili corporee porta solitamente in secondo piano il reale motivo e gli eventi di vita che fanno da contesto dell’episodio ansioso. Scaturisce, di conseguenza, il circolo vizioso dell’ansia mantenuto dalla costante paura delle proprie esperienze fisiche e corporee.


Attacchi di panico

Secondo il  Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) gli attacchi di panico sono periodi precisi di intensa paura non generata da reale pericolo, durante i quali quattro o più sintomi si sviluppano improvvisamente raggiungendo il picco nel giro di 10 minuti.

I sintomi più comuni coinvolgono corpo e pensiero:

  • Palpitazioni e tachicardia;
  • Sudorazione
  • Tremore
  • Vampate e rossore in viso
  • Sensazione di soffocamento
  • Dolore o peso al petto
  • Sensazione di svenimento
  • Sensazione di torpore o formicolio
  • Paura di perdere il controllo o di impazzire
  • Paura di morire

La caratteristica principale che accompagna i diversi sintomi è proprio la paura di perdere il controllo del proprio corpo.

L’esperienza di un attacco di panico può essere molto spaventosa e se ripetuta nel tempo può portare ad isolamento sociale, depressione e abuso di sostanze. Per tale motivo, qualora si presentassero attacchi ripetuti e la paura di subirne altri, è fondamentale rivolgersi ad un professionista in modo tale da intervenire su quella paura che porta la persona a chiudersi sempre di più.

La terapia d’elezione per i disturbi d’ansia e attacchi di panico è la psicoterapia.

Per comprendere a pieno l’esperienza che il paziente fa dell’ansia, è necessario focalizzarci sul contesto di vita e sui modi esperienziali di esso. Questo permetterà di dare un nuovo senso ai sintomi ansiosi, che per quanto possano sembrare centrali ed invalidanti, non rendono conto dell’unicità dell’individuo. Il riposizionamento che avverrà in terapia si ripercuoterà direttamente sulle esperienze di vita della persona.

Di grande importanza è chiedere aiuto tempestivamente, prima che i sintomi cronicizzino e/o peggiorino: intervenire all’esordio dei sintomi favorirà il buon esito della terapia.


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Dott.ssa Anna Filippi

Laureata a pieni voti in Psicologia, indirizzo di Neuroscienze Cognitive presso l’università...

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