Disturbi d'ansia e panico

All’improvviso palpitazioni, sudorazione, tremori, senso di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini fino allo svenimento, … quando mi sono ripreso sono corso al pronto soccorso, sicuro di aver avuto un infarto o un ictus…fatto tutti gli accertamenti, finalmente il responso: “lei sta bene, è stato un attacco di panico”.

No, non sto bene, forse sto ancora peggio. Cosa mi è successo?

Durante gli attacchi di panico il nostro corpo emette una risposta di paura, con tutti i suoi correlati neurofisiologici, in una situazione giudicata neutra, di routine se non addirittura di relax e benessere. Questa incongruità genera elevata insicurezza e timore di perdere il controllo con impatto negativo su diversi ambiti della vita della persona (socialità, lavoro, affetti).
È fondamentale quindi che la terapia riesca ad estinguere velocemente gli episodi di panico affinché la persona possa riappropriarsi della sua vita.

I nostri terapeuti,  esperti in disturbi d’ansia, applicano un protocollo terapeutico che si è rilevato estremamente efficace nell’estinzione in poche sedute degli attacchi di panico.

Una volta che i sintomi sono stati eliminati la persona può decidere, assieme al terapeuta, di proseguire in un percorso di cambiamento più profondo, legato al proprio specifico modo di leggere la realtà, per prevenire lo sviluppo futuro di altre forme d’ansia.

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ATTACCHI DI PANICO

Secondo il  Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) gli attacchi di panico sono periodi precisi di intensa paura non generata da reale pericolo, durante i quali quattro o più sintomi si sviluppano improvvisamente raggiungono il picco nel giro di 10 minuti.

panico rindolaI sintomi più comuni coinvolgono corpo e pensiero:

  • rossore al viso e talvolta all’area del petto;
  • capogiri, sensazione di stordimento, debolezza con impressione di perdere i sensi;
  • parestesie, più comunemente rappresentate da formicolii o intorpidimenti nelle aree delle mani, dei piedi e del viso;
  • difficoltà respiratoria, tecnicamente definita dispnea o soffocamento;
  • aumento della sudorazione oppure brividi, legati a repentini cambiamenti della temperatura corporea e della pressione;
  • nausea, sensazioni di chiusura alla bocca dello stomaco o di brontolii intestinali;
  • tachicardia o palpitazioni, spesso associati a dolori al torace;
  • tremori o scatti.
  • paura di perdere il controllo;
  • paura di impazzire;
  • non appartenenza alla realtà, derealizzazione;
  • osservare dall’esterno cosa accade al proprio corpo, depersonalizzazione;
  • non gestione di qualcosa di terribile
  • paura o convinzione di stare sul punto di morire;
  • crisi di pianto.

ALTRI DISTURBI D’ANSIA

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (quinta edizione; DSM–5; American Psychansia 0iatric Association, 2013) individua, oltre all’attacco di panico, altri 5 disturbi psichici la cui sintomatologia principale è uno stato ansioso:

  • Disturbo d’ansia generalizzata
  • Disturbo dell’adattamento (legato ad eventi stressanti)
  • Fobia specifica
  • Disturbo da accumulo
  • Disturbo ossessivo-compulsivo

Quando l’ansia è una condizione costante e pervasiva l’organismo vive uno stress intenso che provoca modificazioni alla sua fisiologia, ad esempio l’aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo (simpatico) e della secrezione di ormoni come il cortisolo e l’adrenalina influiscono sul battito cardiaco (frequenza e gittata), sulla pressione sanguigna e sul funzionamento del sistema immunitario.

COME PUO’ ESSERE SOLO ANSIA?

Ci sono persone che pur riconoscendosi come ansiose, faticano a comprendere che alcuni dolori o sintomi fisici possano essere ricondotti al proprio stato psichico.

Vediamo quali sono i sintomi somatici dei Disturbi d’Ansia.

Sintomi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, extrasistolia, aritmia, dolore o fastidio al petto, ipertensione o cali di pressione, svenimento

Sintomi respiratori: dispnea, sensazione di soffocamento, sensazione di nodo alla gola, asma (peggiora se già presente)

Sintomi gastrointestinali: nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, diarrea, sindrome del colon irritabile

Sintomi neuromuscolari: sensazione di sbandamento (gambe traballanti), tremore, rigidità, parestesie (sensazione di torpore e formicolio), contratture, tensione muscolare, debolezza e affaticabilità

Sintomi neurologici: vertigini, sensazione di “testa vuota” o leggera, sensazione di sbandamento, tremore e vampate di calore

Sintomi dermatologici: orticaria, rossore o pallore del volto, iperidrosi (eccessiva sudorazione)

Sintomi urinari: impulso improvviso ad urinare, aumento della frequenza dell’orinazione (pollachiuria).

Questi sintomi compaiono in differenti combinazioni nei singoli casi, ma ciò che li accomuna è spesso la loro persistenza e anche intensità, che motiva la persona che ne soffre a dubitare che si possa trattare “solo” di ansia.


È importante a questo punto effettuare tutti gli accertamenti medici necessari, ma se essi hanno esito negativo:

 punto esclamativo

evitate un utilizzo improprio (ed eccessivo) di farmaci e di psicofarmaci che attenuano momentaneamente i sintomi, ma rischiano di creare dipendenza

 

non lasciate passare troppo tempo, perché rischiereste di veder cronicizzare o peggiorare i vostri disturbi: affidatevi ad uno psicologo per chiedere una valutazione della vostra situazione e farvi indicare quale tipo di trattamento può essere il più indicato nel vostro caso.

 

L’ansia si può combattere e vincere, ma questo è possibile solo se si sa (e si vuole) riconoscerla e se non si lascia che trascorra troppo tempo prima di cercare una soluzione adeguata ed efficace al problema.

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viso “ Non lasciate passare troppo tempo,

perché rischiereste di veder cronicizzare o peggiorare i vostri disturbi:

affidatevi ad uno psicologo

per chiedere una valutazione della vostra situazione e

farvi indicare quale tipo di trattamento

può essere il più indicato nel vostro caso.”

 


COME SI DIAGNOSTICA

 

Fondamentale per effettuare una diagnosi corretta della forma di disturbo d’ansia presentato dalla persona è il cosiddetto “assessment psicologico”.

Solitamente sono necessari 2 incontri al fine di avere un quadro complessivo del disturbo e del contesto personologico e relazionale in cui esso si è instaurato e vive. Le informazioni necessarie al clinico sono le seguenti:

  • Indagine del funzionamento psichico generale
  • Analisi dei contesti relazionali significativi*
  • Analisi dello stile narrativo nell’esposizione della sintomatologia
  • Rilevamento della sintomatologia attuale
  • Analisi della genesi, durata ed evoluzione del sintomo
  • Rilevamento livello di influenza della sintomatologia nello svolgimento delle attività quotidiane
  • Individuazione di comorbidità (presenza di altri disturbi psichici) e diagnosi differenziale

Tali dati vengono raccolti attraverso specifiche tecniche di indagine clinica e la somministrazione di test standardizzati.

NB: questo inquadramento diagnostico può essere effettuato in modalità ON-LINE, così come la restituzione della diagnosi e del piano terapeutico.

*In caso di minorenni o giovani adulti (18-20anni) ancora conviventi con la famiglia di origine verrà effettuato un colloquio con i genitori a completamento dell’analisi delle relazioni significative.

Al termine della fase di assessment psicologico l’equipe terapeutica delinea la diagnosi e predispone il trattamento più efficace da proporre.

 


COME SI CURA

 L’ATTACCO DI PANICO

Il trattamento più efficace nel breve termine è la terapia breve-strategica.

Essa si basa su due principi fondamentali:

spezzare ansia 1. l’ansia si autoalimenta a causa dei tentativi di controllarla. L’obiettivo della terapia è quello di rompere questo meccanismo di auto sostentamento dell’ansia attraverso l’esperienza di nuove pratiche e comportamenti che inevitabilmente portano a una nuova consapevolezza di noi stessi, delle nostre reazioni e delle nostre paure.

Il percorso proposto scardina il processo di alimentazione della paura, facendola scomparire proprio per mancanza di rifornimenti!

Il percorso è relativamente breve, in genere non più di 10 incontri, in quanto utilizza la forza dell’esperienza più che quella del ragionamento.

 

 

2. da limite a risorsa

Un altro obiettivo del percorso terapeutico è quello di trasformare il limite in una risorsa.parachute ansia

I paracadutisti sanno che paura e coraggio sono la stessa cosa. Che il coraggio senza paura non si chiama coraggio, ma incoscienza. E’ la paura che mi fa controllare l’altimetro, le corde di apertura e come è stato piegato il paracadute.

L’ansia fa parte del motore che ci ha fatto raggiungere gli obiettivi, ma che ad un certo punto è andato troppo su di giri.

Le persone “ansiose” ma che possiamo anche chiamare coscienziose, capaci, preparate, sono quelle persone che studiano prima di un esame universitario proprio perché hanno “paura” di fare brutta figura con il professore, di non raggiungere l’obiettivo di un tot di esami fatti, di dover giustificarsi (e un po’ mortificarsi) con i propri genitori, di poter sembrare degli stupidi, ecc.

Se abbiano raggiunto degli obiettivi lo dobbiamo alla nostra personale predisposizione ad “agitarci” di fronte ad un compito e preoccuparci di arrivarci preparati e allenati.

La terapia breve agisce anche su questa consapevolezza sempre dimostrando con i fatti e le esperienze.

 

IL DISTURBO D’ANSIA

Quando l’ansia non è “condensata” negli attacchi di panico, ma pervade diverse aree della nostra quotidianità causando tachicardia, disturbi del sonno, problemi gastro-intestinali…la terapia più efficace è il trattamento fondato su tecniche narrative e sul riconoscimento, ascolto e verbalizzazione del dialogo interno conflittuale.

Sulla base delle caratteristiche specifiche della persona il percorso potrà poi essere integrato con tecniche corporee di rilassamento, mindfulness, attivazione del nervo vago. 

Qualora all’origine dei disturbi vi sia un’esperienza traumatica, si provvederà ad un trattamento EMDR specifico per Disturbo Post Traumatico da Stress


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Se vuoi iniziare a prendere confidenza con il nostro approccio segui questo percorso gratuito!

 LIBERATI DALL’ANSIA IN 6 PASSI
 

LIBERTA 1

Se stai leggendo questo articolo sai benissimo cos’è l’ansia, sai che alle volte blocca i tuoi programmi, che ti limita nella realizzazione dei tuoi desideri e soprattutto che ti fa stare male, fisicamente: sempre quel nodo alla gola, quella pressione al petto, quei risvegli notturni, quella tachicardia improvvisa…

Non pensare che basti leggere queste pagine per liberarti dall’ansia. Lei è così presente e così “attaccata” a te che se non ti eserciti seriamente e non dedichi il tempo necessario ai seguenti esercizi, non se ne andrà.

Ma queste pagine sono state scritte anche per i più demotivati, i più scettici e i più pigri perché è una lettura che apre su scenari diversi. Dopo aver letto queste pagine con attenzione e cura, vedrai la tua ansia da un’altra prospettiva e quando sarai pronto per prenderti cura di te potrei iniziare a fare gli esercizi.

1° passo psicoeducazione

2° passo pratica la consapevolezza

 3°passo pratica la defusione dai tuoi pensieri

4° passo identifica cosa mantiene viva la tua ansia

5° passo guarda alla vita che vuoi

 passo cambia strategia prendi una boccata d ansia


 “ESERCIZI DI MEDITAZIONE” 


 

 L'ANSIA DA CORONAVIRUS?
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