Danni cerebrali di origine vascolare (emorragie, ictus)

Ictus ed emorragia cerebrale irrompono improvvisamente nella vita della persona. Il desiderio principale di tutti coloro che subiscono questi eventi è di riprendere il prima possibile possesso della propria vita dal punto in cui è stata interrotta.
Le difficoltà successive a ictus/emorragia sono estremamente variabili per qualità e intensità poiché dipendono dall’area cerebrale colpita: difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, riduzione del campo visivo (neglect o emianopsia), difficoltà di organizzazione delle attività quotidiane, rallentamento psicomotorio, difficoltà di linguaggio, cambiamento di carattere, difficoltà di movimento/emiparesi.
In questo momento stiamo vivendo una delle più gravi emergenze sanitarie del mondo e tutti gli occhi sono giustamente puntati sul Covid–19.
Tuttavia è importante continuare a portare la nostra attenzione anche su altre patologie, che devono poter ricevere percorsi diagnostici e terapeutici adeguati ed efficienti.
Tra queste patologie vi è l'ictus cerebrale, una condizione che più di altre è tempo–correlata ossia i risultati positivi che si possono ottenere dipendono dalla tempestività con cui si interviene. È chiaro quindi che la situazione attuale, che ci impone sia di trascorrere le nostre giornate in casa, sia un distanziamento sociale, rende difficile il percorso riabilitativo.

ON LINEPer questi motivi il centro medico rindola ha attivato una serie di servizi a distanza per fornire consulti, suggerimenti e sedute di riabilitazione cognitiva a pazienti e familiari che si trovano ad affrontare gli esiti di un ictus cerebrale.

Dopo il ricovero per la fase acuta è quindi fondamentale affidarsi a professionisti in grado di predisporre un percorso di riabilitazione motoria, cognitiva e logopedica specifica alla propria situazione. 


Che cos’è?


  L’ictus cerebrale è la più frequente malattia neurologica e si verifica quando il cervello, a seguito della chiusura o della rottura di un’arteria, non riceve più sangue o viene inondato da sangue fuoriuscito da un’arteria rotta. Esistono pertanto due tipi di ictus: ictus cerebrale RINDOLA

  • ischemico: rappresenta l’85% di tutti i casi di ictus ed è dovuto alla chiusura di un’arteria cerebrale. Un’arteria si può chiudere perché al suo interno si forma un coagulo che va a chiudere definitivamente un’irregolarità della parete dell’arteria (trombosi cerebrale), oppure perché l’arteria viene raggiunta da coaguli partiti da lontano (embolia cerebrale).
  • emorragico: pari al 15% del totale dei casi, dovuto alla rottura di un’arteria cerebrale.

Esiste poi un evento meno grave dell’ictus chiamato attacco ischemico transitorio (TIA), causato da un piccolissimo embolo che per un breve periodo di tempo ostruisce un vaso di piccolo calibro, nel quale tempestivamente si riprende il flusso normale.


Come si diagnostica?


 L’ictus è un evento acuto che compare improvvisamente e può manifestarsi in diversi modi. Tuttavia, in una buona parte dei casi compaiono sintomi quali disturbi nell’articolazione e nella comprensione del linguaggio, paralisi di faccia ed arti che generalmente si manifesta solo da un lato del corpo, disturbi visivi ad uno o entrambi gli occhi (la persona potrebbe riferire di vedere doppio o di avere la vista annebbiata o oscurata), disturbi della deambulazione (vertigini, perdita di equilibrio, mancanza di coordinazione nei movimenti).

Se si sospetta che una persona stia avendo un ictus, è importante fare alcuni semplici test conosciuti con l’ametodo fast ictus cronimo FAST:

F (face, cioè faccia): si chiede al soggetto di sorridere o soffiare per verificare l’eventuale presenza di una paresi facciale;

A (arms, cioè braccia): se il soggetto prova a sollevare sulla testa entrambe le braccia e solo una di esse precipita contro la sua volontà probabilmente sta avendo un ictus;

S (speech, cioè linguaggio): si chiede al soggetto di ripetere o elaborare una frase semplice, in caso di ictus egli non sarà in grado di compiere quest’azione;

T (time, cioè tempo): se è presente uno qualunque di questi sintomi si devono chiamare i soccorsi nel minor tempo possibile.

 Una volta che si sono manifestati i sintomi e il paziente è giunto all’osservazione del medico in pronto soccorso, si deve intervenire rapidamente poiché l’ictus è una condizione di emergenza ed urgenza. Il paziente quindi verrà sottoposto ad esami strumentali specifici (ad esempio la TAC).

pdfLine_di_indirizzo_per_la_gestione_della_fase_post-acuta_ictus.pdf

Le fasi del percorso diagnostico sono:

Colloquio specialistico neuropsicologico 

Ha come obiettivo quello di ottenere un quadro clinico il più possibile completo del paziente e comprende la raccolta dei dati anagrafici, biografici, della condizione medica generale e neurologica in particolare e la consultazione della refertazione clinica. 

Il colloquio può essere svolto in sede oppure online.

Visita neurologica

Permette di diagnosticare o escludere una patologia neurologica o una lesione localizzata e di osservare l’andamento della patologia ed eventualmente applicare modifiche alla terapia farmacologica in atto.

Valutazione neuropsicologica 

Si tratta di un esame specialistico che, attraverso la somministrazione di prove specifiche, sottopone a verifica le diverse funzioni cognitive tra cui memoria, attenzione, ragionamento, linguaggio che possono essere danneggiate in seguito ad un ictus  (I deficit cognitivi nell'ictus). 


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oppure se vuoi maggiori informazioni TELEFONA allo 0444-023924

Come si cura?


 L’ictus cerebrale è una condizione di emergenza che viene trattata in prima linea in pronto soccorso. I farmaci somministrati immediatamente sono mirati a ridurre il rischio di avere un altro ictus a distanza di poco tempo, a cercare di dissolvere il trombo che si è formato e a prevenire la formazione di altri trombi. Tuttavia, la terapia è essenzialmente di tipo chirurgico e si attua con procedure d’emergenza mirate ad eliminare il trombo con l’utilizzo di un catetere.

Dopo la terapia in fase di emergenza, comincia anche il percorso di riabilitazione per far in modo che il paziente possa recuperare quanto più possibile le funzioni perdute a causa dell’ictus.

Al fine di fornire una riabilitazione mirata e personalizzata, il Centro Medico Rindola offre i seguenti servizi:

PROGRAMMA  “MOVE&COGNITION” 

 pdfProgramma_Training_Cognition_Rindola.pdf: è un programma di riabilitazione neuropsicologica per il potenziamento delle funzioni cognitive deficitarie ed il mantenimento delle funzioni residue. Inizia sempre con una valutazione delle funzioni cognitive.

pdfProgramma_Training_Move_Rindola.pdf: è un trattamento riabilitativo neuro - motorio svolto mediante realtà virtuale, la quale consente al paziente di sperimentarsi con successo negli esercizi e sviluppare gradi crescenti di autonomia, supportati dalla costante supervisione del terapeuta.

TERAPIA LOGOPEDICA

L’alterazione del linguaggio rappresenta solitamente uno dei primissimi sintomi di ictus. In base alla sede di localizzazione dell’evento vascolare il soggetto può presentare singolarmente o in contemporanea

  • difficoltà a pianificare e/o comprendere il linguaggio
  • difficoltà ad articolare correttamente il linguaggio

Nel primo caso parliamo di sindrome afasica o afasia, nel secondo caso parliamo di disartria. Queste due condizioni sono molto diverse: prevedono innanzitutto la lesione di aree cerebrali differenti, che determina, di conseguenza, una diversa sintomatologia a carico del linguaggio. 

Dopo la diagnosi del medico specialista, è opportuno rivolgersi ad un logopedista per eseguire una valutazione delle abilità linguistiche e comunicative attraverso test validati e standardizzati. Dopo la valutazione sarà così possibile iniziare un percorso di terapia logopedica per recuperare le abilità linguistiche e comunicative, e tornare quindi a parlare al meglio delle proprie potenzialità.

 Per una valutazione logopedica 

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I professionisti del Centro Medico Rindola sono inoltre formati ad aiutare la persona ad elaborare l’eventuale impatto emotivo generato dall’evento traumatico. 


Prognosi


Ogni anno in Italia si verificano circa 200.000 casi di ictus e l’80 % dei pazienti sopravvive.

Negli ultimi 20 anni il tasso di mortalità è sceso di oltre il 30%, grazie ai progressi ottenuti nel trattamento della fase acuta della patologia, ai migliori stili di vita e al diffondersi della cultura della prevenzione. Ma circa 50.000 pazienti sopravvissuti ad un ictus cerebrale perdono l’autonomia e necessitano di una riabilitazione specifica.

La prognosi per una persona colpita da ictus dipende da diversi fattori: la gravità e l’estensione della lesione, la tempestività e la qualità dei soccorsi, l’età e lo stato di salute del paziente, la qualità della riabilitazione. Le conseguenze più comuni tuttavia sono: paralisi, difficoltà di deambulazione, disturbi del linguaggio (afasia), disturbi della deglutizione, disturbi della sensibilità e della vista, aprassia (difficoltà di compiere gesti e movimenti in assenza di paralisi), disturbi della memoria e dell’attenzione, disturbi dell’umore (depressione).

Si tratta quindi di conseguenze che hanno una ricaduta negativa sulla quotidianità della persona e sulla sua autonomia, e che rendono la riabilitazione un passaggio fondamentale e obbligato.

 

 

 

 

 

Professionisti


Dott.ssa Francesca Brea

Psicologa esperta in Neuropsicologia. Laureata in Psicologia Sperimentale e Neuroscienze...


Dott. Giovanni D'Andrea

 Medico Chirurgo Specialista in Neurologia e Neuropsichiatria infantile.  Direttore...


Dott.ssa Valentina Soffia

Laureata in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica a pieni voti presso l’Università di...


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